Il Logo

Il logo della Fondazione Comunità Attiva, realizzato da Elisa Squillace, vuole essere la sintesi dei valori fondanti quali la solidarietà e la sussidiarietà, rappresentando persone che si tengono per mano, stilizzando la “cattedrale” quale luogo di crescita e di sviluppo della comunità.

 

Riscoperta dal Notaio Enrico Bellezza, la Fondazione di partecipazione è una figura giuridica, che affonda le sue radici nel Medioevo e che venne utilizzata soprattutto per la costruzione delle Cattedrali.
Per erigere una Cattedrale, infatti, occorreva un impegno enorme, economico, organizzativo, umano, che nessuno singolarmente era in grado di sostenere e presupponeva il fatto che tutta la Comunità vi si riconoscesse come simbolo della propria Fede.
Per indirizzare questo progetto occorreva allora una guida, in grado di rappresentare tutta la comunità non solo per il presente, ma anche per il futuro, un soggetto che – al pari della Cattedrale - durasse ben più di quella o quelle generazioni che l’avevano costruita, un soggetto capace di “resistere alla prova del tempo” e di “attendere l’Eternità”: questo soggetto si incarnava allora nella Fabrica e nel suo Capitolo.
La Fabrica aveva il compito di provvedere al reperimento, all’amministrazione, alla gestione delle risorse finanziarie e delle rendite necessarie alla progettazione, costruzione, abbellimento e conservazione della cattedrale.
Il Capitolo era l’organo collegiale chiamato a dirigere l’Opera. Fabrica e Capitolo sorgevano come centri di aggregazione dell’intera Comunità e come efficienti direttori dei lavori, seppure all’inizio quasi sempre in assenza di tutti i mezzi tecnici ed economici adeguati alla mole del progetto.
Magari attraverso molte generazioni esso veniva alla fine realizzato e diveniva lascito per l’ammirazione e la cura di quelle che si sarebbero succedute, creando così una continuità di storia, fede e cultura tra gli uomini che avevano abitato quei luoghi lungo lo scorrere del tempo e rafforzando i legami di appartenenza reciproca.